da Repubblica 16-2-2010

Embarrassed
La lettera. Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi "Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate
In nome delle belle ragazze albanesi "Signor Berlusconi, basta battutacce"
di ELVIRA DONES

Per motivi di Copyright rimando direttamente all’
articolo originale.

da Repubblica 5-10-2009

Happy
Ilaria: "Io, una farabutta con la schiena dritta"
La D'Amico parla della gravidanza che fa vedere tutto sotto un'altra luce, delle due "realtà meravigliose" di SKY e LA7, del rapporto professione-bellezza

di SILVIA FUMAROLA

ROMA - "Se continuano questi tempi bui faccio figli per i prossimi cinque anni. Parlerei solo della gravidanza, mi è passata anche l'ansia. Quando qualcuno mi dice: "Ilaria, c'è un problema...", sorrido: "Si risolve"". Bellezza perentoria, battuta pronta, Ilaria D'Amico torna su La7 con "Exit" (slogan: "I panni sporchi non si lavano in famiglia") da mercoledì occupandosi della tragedia di Messina.

Ilaria, si sente una "farabutta"?
"Una farabutta con la schiena dritta, ma vivo due realtà meravigliose, La7 e Sky, mi hanno sempre consentito di fare quello che volevo. Sono privilegiata ma il clima di paura c'è, e la cosa grave è che questo clima procura l'autocensura".

Ha visto la D'Addario?
"Certo. La puntata di Michele Santoro, che è bravissimo, aveva un contenuto giornalistico enorme. Peccato che la pressione fosse talmente forte che ciascuno degli attori non ha dato quello che poteva dare, c'era una strana par condicio. Ho avuto un moto di tenerezza per la D'Addario, una donna con pochi strumenti che ha poggiato tutto sul corpo; non la vedo una fredda architetta".

C'è un problema culturale in Italia?
"In altri paesi dove c'è un bigottismo coerente - gli Usa, la Francia - un caso D'Addario farebbe cadere qualsiasi governo. Non approvo il bigottismo, ma c'è la coerenza di calare la maschera quando vengono calate le brache. Da noi trionfa il maschio italico. E non si sottolinea la cosa più agghiacciante, che alla favorita del politico non viene più offerto l'appartamento ma una candidatura, che però è sulle nostre spalle".
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da Repubblica 2-4-2009

Happy
La gioia di Antonia dopo la sentenza della Corte Costituzionale
Dal suo caso è partito l'iter: "Avevamo pronta la valigia per l'estero"
"La mia battaglia non è stata vana finalmente potrò avere un figlio"


FIRENZE - "È stata una battaglia lunga e difficile ma adesso molte coppie nelle nostre condizioni hanno una speranza in più di fare un figlio senza andare all'estero. Noi avevamo la valigia pronta". Antonia ha una grave malattia ereditaria delle ossa, la esostosi. Vive a Milano e fa l'impiegata, il suo compagno ha un lavoro precario. Eccola la coppia di trentenni che ha scardinato la legge 40 sulla fecondazione assistita. Sono stati un loro ricorso al Tribunale civile di Firenze a permettere la diagnosi preimpianto alla fine del 2007, ed è partito sempre da una iniziativa loro, e di un'altra coppia, il percorso che ha portato alle decisione della Corte Costituzionale. Li ha seguiti l'avvocato Gianni Baldini, che ieri parlava di "un bel giorno per tutti quelli che hanno combattuto una battaglia di libertà".

Signora Antonia, con che stato d'animo avete atteso la decisione della Suprema Corte?
"Con grande ansia. Tra l'altro appena due settimane fa abbiamo fatto un trattamento di procreazione medicalmente assistita che non ha avuto esito positivo al centro Demetra di Firenze. Dei 3 embrioni prodotti, due erano malati e uno non di buone qualità. Non potevamo usarli".

Come avete reagito?
"Abbiamo pensato per la prima volta di andare all'estero, cosa che non avevamo mai preso in considerazione per ragioni economiche. Questa sentenza cambia tutto: potremo provare con un maggior numero di embrioni, magari congelandone alcuni, e avremo più possibilità di farcela. Sono felicissima, non sto nella pelle".

Si rende conto delle conseguenze per gli altri della vostra azione giudiziaria?
"Certo. Centinaia di coppie italiane nelle nostre condizioni da oggi hanno una speranza in più. E chi non si poteva permettere un viaggio verso una struttura in Spagna o in Grecia, avrà le stesse possibilità di fare un figlio grazie ad un centro pubblico italiano. Questa è democrazia".

Vi siete mai pentiti in questi mesi della strada che avete intrapreso?
"Abbiamo avuto molti dubbi, non sapevamo dove ci avrebbero condotto queste cause civili. Inoltre non pensavamo di farcela. E invece la Corte Costituzionale ha dimostrato ancora una volta autonomia e indipendenza. Un grazie va al nostro avvocato".

C'è chi parla di eugenetica riferendosi alla possibilità di scegliere tra un numero elevato di embrioni.
"Noi non cerchiamo di selezionare un figlio biondo e con gli occhi azzurri, noi vogliamo soltanto un figlio sano. Non è giusto che anche lui soffra di una patologia incurabile, da cui siamo stati colpiti io e altri miei parenti. Mi sembra una grande cattiveria accanirsi attraverso una legge su persone che hanno già seri problemi di salute. È come se ci avessero voluto penalizzarci una seconda volta. La Corte Costituzionale ci ha ridato la speranza".

da Mi manda Raitre 13-3-2009

Gasp
VIDEO - Ma quale Art’è?

L’amore per l’arte e la letteratura possono costare molto cari. E’ il caso di alcuni anziani signori, a volte non autosufficienti, tempestati di chiamate da parte di agenti di una nota azienda del settore e convinti a ingenti spese.
Guarda il video.
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E17%5E196902,00.html

Piccola nota, a margine, personale:
nel gennaio 2009 dopo avere mandato il curriculum e avere successivamente sostenuto un colloquio, sono stato scelto per partecipare al corso per ArtPromoter di FMR.
Durante il corso mi sono reso conto che avrei dovuto fare i conti con la mia coscienza proprio nei confronti di persone catturate da una emozione del momento e/o non ben consce di ciò che stavano comprando (sottoscrivendo).
La sera stessa in cui il corso è terminato (...sentendomi in colpa!) ho fatto capire al responsabile che non intendevo intraprendere quella attività.

A posteriori posso dire di avere fatto la scelta giusta per il mio modo di essere.

da Repubblica 16-3-2009

Angry
Report accusa Scapagnini: "Dilapidati i fondi post terremoto" Megaparcheggi mai ultimati, strade anti-tsunami ferme, scuole che crollano

Catania, 850 milioni di euro sprecati per opere mai finite


CATANIA - Che fine hanno fatto gli 850 milioni di euro, disposti nel 2002 dal governo Berlusconi per mettere in sicurezza la città di Catania dai rischi sismici e risolvere l'emergenza traffico? Una montagna di soldi che piovvero sul sindaco Umberto Scapagnini - medico del premier, la cui amministrazione ha portato il Comune a un passo dalla bancarotta - senza che dovesse passare dal consiglio comunale. Scapagnini fu nominato commissario dell'Ufficio speciale e il tesoretto poté essere speso "per cassa e non per competenza": in altre parole, senza alcuna rendicontazione. Sette anni dopo il bilancio è desolante. Gli 850 milioni sono stati spesi per costruire cinque megaparcheggi scambiatori: tutti abbandonati.

Il più grande, il parking Fontanarossa, attaccato all'aeroporto, appaltato al consorzio Uniter, è costato 13 milioni, dopo i 5 milioni 700 mila euro sborsati per espropriare il terreno: è fermo da anni. Temendo lo tsunami - lo tsunami! - fu realizzata in alternativa al lungomare un'ipotetica via di fuga, ma la strada, il viale De Gasperi, finisce sfortunatamente in un vicolo cieco. Le scale antincendio nelle scuole penzolano nel vuoto, le crepe nei muri mascherate da una passata di intonaco, com'è avvenuto alla scuola Brancati, sul punto di crollare. E le caserme, gli ospedali, i palazzi strategici della città più sismica d'Europa? Perché non sono stati messi a norma? Il destino incerto di questi 850 milioni - ma secondo una relazione del capo della Protezione civile Guido Bertolaso si tratterebbe di una cifra compresa tra 1,5 e 2 miliardi di euro: fondi avanzati dalla legge 433/1990 - è stato denunciato ieri sera da "Report", la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai3, con un'inchiesta di Sigfrido Ranucci, "I Viceré".

Quando piove il Villaggio Goretti sembra il Canal Grande e gli abitanti lo circumnavigano in gondola con amaro fatalismo: "Semu consumati". Siamo rovinati. Si poteva sistemare con i fondi Fas, ma i 140 milioni concessi ad ottobre dal Cipe sono stati utilizzati per salvare il municipio dalla bancarotta. Un salvataggio che fa ancora piangere di rabbia i sindaci virtuosi.


Catania è una buona metafora del Mezzogiorno d'Italia. Benché sul lastrico, impazzita di traffico - i pochi vigili stanno al cellulare mentre tutt'intorno gli scooter transitano impuniti senza casco - sommersa da cumuli d'immondizia e con i cani randagi che percorrono indisturbati il centro storico, come denuncia un fotoservizio dell'onorevole Enzo Bianco, da sempre vota per Berlusconi. "Report" rivela che la società dedita alla riscossione dei tributi dell'acqua, la Sidra, vanta crediti con il Comune per 22 milioni di euro poiché le varie giunte si sono rifiutate per anni di riscuotere la tassa nei quartieri popolari, serbatoi di voti del centrodestra. La Sidra spende migliaia di euro per singolari sponsorizzazioni: il concorso di Miss Muretto, le feste dei zampognari di Lentini, castagne e ciondoli. "Ma lo volete capire che l'83 per cento della città non sta con voi" urla il sindaco Raffaele Stancanelli (An), durante un incontro con l'associazione Cittàinsieme, punta avanzata della società civile.

Stancanelli ha appena stanziato 553 mila euro per contribuire alla festa di Sant'Agata. Un miliardo di vecchie lire sono un mucchio di quattrini in un municipio che aveva accumulato debiti per quasi un miliardo di euro, le cui aziende partecipate lamentano passivi pari a 120 milioni di euro.

La mafia governa molti gangli vitali della città. Il 12 marzo è cominciato il processo al clan Santapaola, che sino al 2005 avrebbe controllato la rutilante festa di Sant'Agata per accrescere così il proprio prestigio. Nel circolo Sant'Agat la tessera numero uno era di Nino Santapaola, la numero due di un altro mafioso, Enzo Mangion. "Che significa? Sempre un cittadino catanese è?", commentano i devoti. I Santapaola e i Mangion sorreggono le reliquie, dirigono la processione dal cereo, come dimostrano le foto allegate agli atti del dibattimento.

Nel 2004 la candelora venne fatta fermare nei pressi dell'abitazione di Giuseppe Mangion, detto "U zu Pippu", scarcerato tre mesi prima dal carcere di Pisa. Esplosero fuochi d'artificio, spararono botti. Una città dove le regole del gioco sono truccate, denuncia la Gabanelli. Ogni tanto nel filmato fa capolino Scapagnini, affabile, suadente. "Berlusconi vivrà più di cent'anni in buone condizioni". Il premier, rivela una farmacista del centro, si rifornisce da loro. Lei prepara con le sue mani un farmaco miracoloso. A che serve, le chiede Ranucci con la telecamera nascosta: "Ha anche un'azione tipo endorfine che rasserena e poi potenzia anche il coso muscolare...".

da LaVoce.info 11-3-2009

Sad
LA FOGLIA DI FICO DEI NEMICI DEL REFERENDUM

I nostri calcoli sui risparmi possibili con un vero election day che accorpi elezioni europee, amministrative (là dove si terranno a giugno) e referendum sulla legge elettorale hanno raccolto vasta approvazione e messo in imbarazzo coloro che vorrebbero affossare il referendum. Tra questi ultimi, qualcuno ha pensato di salvarsi in corner con la proposta del referendum accorpato al ballottaggio delle amministrative. Ma la sostanza non cambia: si risparmierebbero solo 87 milioni anziché 400. Ecco i nostri nuovi calcoli.
Come già
anticipato su questo sito circa 400 milioni di euro potrebbero essere risparmiati  accorpando in un unico election day elezioni europee, amministrative (là dove si tengono) e referendum sulla legge elettorale. Di questi 400 milioni, 200 milioni di euro sono i costi variabili (forze di polizia, personale impiegato, ecc..) e 200 costi indiretti (costo per le famiglie, valore del tempo, ecc.). Inoltre abbiamo stimato in 115 milioni i costi “fissi” ineludibili quali la stampa delle schede e la loro spedizione sul territorio.

IL COSTO DEL REFERENDUM CON IL BALLOTTAGGIO

Anche a seguito della pubblicazione delle nostre stime, l’esecutivo sembra ora intenzionato a far tenere il referendum nella data fissata per i ballottaggi delle amministrative. Come mostriamo qui sotto questa scelta porterebbe a risparmiare solo 87 dei 400 milioni imposti dalla rinuncia all’election day. In altre parole, la rinuncia a far tenere il referendum assieme alle europee e al primo turno delle amministrative costerebbe comunque 313 milioni, tra costi diretti e indiretti. Vediamo qui sotto come si giunge a questa stima.

Costi diretti:
Il ballottaggio in Italia, in genere, coinvolge un terzo dell’elettorato potenziale. Prendendo, ad esempio, come riferimento le elezioni amministrative del 12/13 giugno 2004, su 63 province (e 44750 sezioni) coinvolte da elezioni a doppio turno, solo 21 (per 14287 sezioni) andarono al ballottaggio.
E’ dunque legittimo ipotizzare anche in questa tornata di amministrative solo 21 delle 63 province coinvolte, torneranno a votare a due settimane dal voto alle europee. Le altre 88 province italiane (81 per cento del totale) saranno chiamate a votare unicamente per il referendum. Quindi il costo del referendum di queste ultime è stimato in 162 milioni dei 200 milioni di euro totali (ai quali va sottratto 2,3 milioni di euro se si considerano i 17 comuni al di fuori delle province in questione e che con probabilità del 33% andranno al ballottaggio).  Sommati ai 115 milioni di costi fissi, otteniamo un costo totale diretto del referendum di circa 274 milioni di euro.

Costi indiretti:
Come detto, i costi indiretti ammontano ad altri 200 milioni di euro (spesa per le famiglie, valore del tempo, ecc..).
Gli elettori del ballottaggio sosterranno comunque i costi indiretti, con o senza referendum. Si tratta di 11,5 milioni di elettori, il 23% del corpo elettorale, per un costo di 46 milioni di euro. Quindi il costo indiretto per i restanti elettori obbligati ad andare a votare per il referendum è di 154 milioni di euro. 
Accorpare ballottaggio e referendum farebbe risparmiare appena
87 milioni di euro del costo totale di un referendum, contro un risparmio di 400 milioni nel tenere il referendum insieme alle elezioni europee.

da LaVoce.info 7-3-2009

Laugh
VIDEO - Il ponte sullo stretto di Messina
Andrea Boitani sul ponte sullo stretto di Messina, TG1, Rai1 - 7 marzo

da Repubblica 14-1-2009

Embarrassed
Prodi, sondaggi e politica deteriorata.

"Troppa mistificazione, è ora di reagire"
"Screditamento dell'avversario". "Martellamento dei media". "Stordimento" dei cittadini. "Indagini demoscopiche e opinion polls" per dimostrare che le parole-armi hanno "prodotto effetti devastanti sugli avversari". Tutto per rendere " incomprensibile la realtà e difficile distinguerla dalla mistificazione".
Ecco come si fa politica, oggi. Mettendo "addirittura a rischio la vita della democrazia".

da Corriere della sera 17-12-2008

Laugh Angry
Carlo Flamigni, comitato per la bioetica (considerazione sull’intervento del ministro della Salute in relazione al caso Eluana Engalaro)

“Credo che il Ministro non abbia nessun diritto di fare le leggi a seconda di quelli che ritiene siano i principi giusti e quelli sbagliati. Ho anche la sensazione che questa sia l'ennesima captatio benevolentiae dei partiti al governo nei confronti del potere cattolico che in questo momento sta esercitando tutte le pressioni possibili sui temi che sono, come lei sa, particolarmente cari a gran parte della popolazione soprattutto a tutti quelli che credono nella laicità di questo paese. Mi sembra anche una ennesima cattiveria nei confronti di un uomo che si comporta con grande dignità e non capisco proprio come possa continuare a sopportare tanta malevolenza da parte di chi può esercitare un potere e lo esercita a tutti i costi.”

da Repubblica 11-12-2008

D: Che appare molto malato (il sistema penale italiano), però.
R: "Certo, che è malato, chiunque lo vede. Ma qual è la malattia? Noi crediamo che sia malato dell'inefficacia della pena, dell'irrazionalità di un sistema sanzionatorio che punisce, con rigore, gli autori di reati minori diventando indulgente o lassista anche di fronte a fatti gravissimi. Si va in galera per tre furti di mele in un supermercato e agli arresti domiciliari o in affidamento in prova per una rapina a mano armata. Voglio farle ancora un esempio. Il ministro Tremonti ha detto recentemente che i banchieri che hanno responsabilità nella crisi finanziaria o vanno a casa o in galera. Mente. Un banchiere può andare dall'avvocato e dire che ha venduto ai suoi clienti-risparmiatori dei pessimi bond; di aver falsificato i bilanci della banca; di aver preso denaro da faccendieri in cambio dell'apertura di linee di credito senza tetto e garanzie. Quel banchiere può chiedere all'avvocato quanto rischia e si sentirà rispondere che l'unico pericolo che dovrà affrontare non sarà una condanna o il carcere, ma soltanto la parcella dell'avvocato. Il governo dovrebbe spiegare ai cittadini perché non rende funzionale il servizio giustizia e si occupa soltanto dei magistrati. Noi lo faremo".