da Corriere della sera

Happy
Proprio come da noi...

La Felicità del Buthan invidiata nel mondo (ma la paga l'India)

Forse è populismo o forse demagogia... Ma forse sarebbe opportuno pensarci.
http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_25/fubini-felicita-del-bhutan_ad808b80-e040-11df-a41e-00144f02aabc.shtml

da me

Angry
A casa mia 2+2 fa ancora 4…?!
Naturalmente è una provocazione…

Lo spunto è l'articolo sul Corriere della Sera del 22 marzo 2010 relativo all'(ennesimo) intervento del Vaticano nella vita politica di un paese "laico" (
http://www.corriere.it/politica/10_marzo_22/bagnasco-aborto-voto_f7a9a566-35d2-11df-bb49-00144f02aabe.shtml ). Naturalmente sto parlando dell'Italia. Nell'articolo si riportano dichiarazioni ufficiali del sig. Bagnasco (presidente della Cei) riguardanti l'indirizzo di voto in relazione all'aborto.
In un successivo articolo del 25 marzo 2010, sempre sul Corriere della Sera (
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/22/Papa_condannare_peccato_salviamo_peccatore_co_9_100322034.shtml ), vengono riportati documenti ecclesiastici da cui si evincerebbe che il papa e il sig. Bertone insabbiarono un caso di comprovato abuso su bambini (200!!)

Questi sono i fatti.
Per le conclusioni…

da Corriere della sera 24-4-2009

Happy
Cari lettori: «Questo è il mio testamento biologico»
Il professor Umberto Veronesi rende pubbliche le volontà che depositerà presso un notaio

Ho scritto di mio pugno il mio testamento biologico un anno fa per tre motivi: le mie note convinzioni sulla libertà di disporre della propria vita, l’amore profondo per i miei familiari, che non voglio siano mai straziati dal dubbio sul che fare della mia esistenza, e la fiducia e il rispetto per i medici che si prenderanno cura di me. So infatti, per esperienza personale, che per un medico oggi è fondamentale conoscere le decisioni del paziente, per poter curare in base alla concezione moderna della medicina, non più paternalistica ma condivisa, e per poter applicare il codice deontologico, che indica molto chiaramente come la volontà del malato vada sempre rispettata. Il medico oggi è un custode non solo della salute, ma anche dei diritti del malato; un depositario, quindi, prima di tutto, di alti doveri morali. Per questo sono convinto che, anche se verrà approvata questa legge che calpesta e nega la volontà della persona, i medici italiani non la applicheranno e resteranno invece fedeli al rapporto con il loro malato, la cosiddetta alleanza terapeutica. Faccio un appello a tutti i cittadini che, come me, rifiutano la vita artificiale, perché scrivano il loro testamento biologico, essendo fiduciosi nella protezione dei loro diritti da parte dei medici e della Costituzione italiana, che stabilisce per legge la libertà e il diritto di rifiutare le cure. Ecco il mio.

«Io sottoscritto Umberto Veronesi, nato a Milano il 28 novembre 1925, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione). Nomino mio rappresentante fiduciario mio figlio Paolo Veronesi. Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me. Una copia di queste mie volontà saranno depositate presso lo studio del notaio …, Milano».

Umberto Veronesi 22 aprile 2009 (ultima modifica: 24 aprile 2009)

da Repubblica 2-4-2009

Happy
La gioia di Antonia dopo la sentenza della Corte Costituzionale
Dal suo caso è partito l'iter: "Avevamo pronta la valigia per l'estero"
"La mia battaglia non è stata vana finalmente potrò avere un figlio"


FIRENZE - "È stata una battaglia lunga e difficile ma adesso molte coppie nelle nostre condizioni hanno una speranza in più di fare un figlio senza andare all'estero. Noi avevamo la valigia pronta". Antonia ha una grave malattia ereditaria delle ossa, la esostosi. Vive a Milano e fa l'impiegata, il suo compagno ha un lavoro precario. Eccola la coppia di trentenni che ha scardinato la legge 40 sulla fecondazione assistita. Sono stati un loro ricorso al Tribunale civile di Firenze a permettere la diagnosi preimpianto alla fine del 2007, ed è partito sempre da una iniziativa loro, e di un'altra coppia, il percorso che ha portato alle decisione della Corte Costituzionale. Li ha seguiti l'avvocato Gianni Baldini, che ieri parlava di "un bel giorno per tutti quelli che hanno combattuto una battaglia di libertà".

Signora Antonia, con che stato d'animo avete atteso la decisione della Suprema Corte?
"Con grande ansia. Tra l'altro appena due settimane fa abbiamo fatto un trattamento di procreazione medicalmente assistita che non ha avuto esito positivo al centro Demetra di Firenze. Dei 3 embrioni prodotti, due erano malati e uno non di buone qualità. Non potevamo usarli".

Come avete reagito?
"Abbiamo pensato per la prima volta di andare all'estero, cosa che non avevamo mai preso in considerazione per ragioni economiche. Questa sentenza cambia tutto: potremo provare con un maggior numero di embrioni, magari congelandone alcuni, e avremo più possibilità di farcela. Sono felicissima, non sto nella pelle".

Si rende conto delle conseguenze per gli altri della vostra azione giudiziaria?
"Certo. Centinaia di coppie italiane nelle nostre condizioni da oggi hanno una speranza in più. E chi non si poteva permettere un viaggio verso una struttura in Spagna o in Grecia, avrà le stesse possibilità di fare un figlio grazie ad un centro pubblico italiano. Questa è democrazia".

Vi siete mai pentiti in questi mesi della strada che avete intrapreso?
"Abbiamo avuto molti dubbi, non sapevamo dove ci avrebbero condotto queste cause civili. Inoltre non pensavamo di farcela. E invece la Corte Costituzionale ha dimostrato ancora una volta autonomia e indipendenza. Un grazie va al nostro avvocato".

C'è chi parla di eugenetica riferendosi alla possibilità di scegliere tra un numero elevato di embrioni.
"Noi non cerchiamo di selezionare un figlio biondo e con gli occhi azzurri, noi vogliamo soltanto un figlio sano. Non è giusto che anche lui soffra di una patologia incurabile, da cui siamo stati colpiti io e altri miei parenti. Mi sembra una grande cattiveria accanirsi attraverso una legge su persone che hanno già seri problemi di salute. È come se ci avessero voluto penalizzarci una seconda volta. La Corte Costituzionale ci ha ridato la speranza".

da Mi manda Raitre 13-3-2009

Gasp
VIDEO - Ma quale Art’è?

L’amore per l’arte e la letteratura possono costare molto cari. E’ il caso di alcuni anziani signori, a volte non autosufficienti, tempestati di chiamate da parte di agenti di una nota azienda del settore e convinti a ingenti spese.
Guarda il video.
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E17%5E196902,00.html

Piccola nota, a margine, personale:
nel gennaio 2009 dopo avere mandato il curriculum e avere successivamente sostenuto un colloquio, sono stato scelto per partecipare al corso per ArtPromoter di FMR.
Durante il corso mi sono reso conto che avrei dovuto fare i conti con la mia coscienza proprio nei confronti di persone catturate da una emozione del momento e/o non ben consce di ciò che stavano comprando (sottoscrivendo).
La sera stessa in cui il corso è terminato (...sentendomi in colpa!) ho fatto capire al responsabile che non intendevo intraprendere quella attività.

A posteriori posso dire di avere fatto la scelta giusta per il mio modo di essere.

da Corriere della sera 11-3-2009

Sad
RAPPORTO DI MEDICI SENZA FRONTIERE E ANALISI SULL'INFORMAZIONE DELL'OSSERVATORIO DI PAVIA
Gli angoli bui del mondo: le dieci crisi più gravi e dimenticate

Milioni di persone coinvolti ogni giorno. Ma sulle nostre tv queste notizie occupano solo il 6% del totale


MILANO - Centinaia di migliaia di persone fuggite in tutte le direzioni alla disperata ricerca di salvezza. Manca acqua, cibo e riparo; l’accesso all’assistenza sanitaria è praticamente inesistente. I
profughi trovano rifugio nei campi o presso delle famiglie, oppure si nascondono nella foresta dove sono alla mercè di qualsiasi gruppo armato. Solo poche organizzazioni umanitarie sono presenti in modo continuativo, vicino alla capitale della provincia. Non è un film, sono storie vere, che continuano ad accadere in diverse parti del mondo. Soprattutto in Africa. Quelle descritte sopra sono successe in Congo, solo pochi mesi fa, e la capitale delle provincia a cui di fa riferimento è quella di Goma. E' uno dei tanti angoli bui del mondo, spesso finiti in quelle condizioni proprio per le ingerenze del mondo occidentale, che però poi si dimentica di darne conto.
Quante e quali sono le aree di crisi nel mondo che in Italia i media, in particolare la tv, rappresentano poco - e spesso male - nel loro racconto della realtà? Quante emergenze finiscono nella spirale del silenzio? Quali sono invece più visibili? In quale misura? Dal 2004 l’Osservatorio di Pavia cerca di dare una risposta a queste domande nell’annuale analisi dell’informazione italiana sulle crisi, nell’ambito del progetto di Medici Senza Frontiere sulle emergenze umanitarie dimenticate. E ogni anno va peggio. La nostra società parla sempre più di sè stessa, ormai avvitata di fronte a un deformante specchio per cui ci sentiamo centro del mondo, senza esserlo. Lanciando emergenze e allarmi continui, ridicoli se confrontati per un attimo con quelli che esistono altrove. Ecco l'informazione in tv. Un anno di fame: 110 notizie, un inverno di influenza nel nostro paese: 121 notizie; un mese di colera in Zimbabwe: 12 notizie; un’estate di Briatore-Gregoraci: 33 notizie; un anno di stermini in Sudan: 53 notizie: tre mesi di caldo 81 notizie.

LE DIECI CRISI PIU' GRAVI DEL 2008 - L’ultimo rapporto di Msf elenca e descrive le dieci crisi umanitarie più gravi e ignorate nel 2008. Ecco l'elenco, non in ordine di importanza e ricordando che ce ne sono molte altre: la crisi sanitaria nello Zimbabwe; la catastrofe umanitaria in Somalia; la situazione sanitaria in Myanmar; i civili nella morsa della guerra nel Congo Orientale (RDC); la malnutrizione infantile; la situazione critica nella regione somala dell’Etiopia; i civili uccisi o in fuga nel Pakistan nordoccidentale; la violenza e la sofferenza in Sudan; i civili iracheni bisognosi di assistenza; gli effetti nei paesi poveri della diffusione della coinfezione HIV-TBC.

IL SILENZIO DELLA TV - L’analisi fatta dall’Osservatorio di Pavia delle principali edizioni (diurna e serale) dei telegiornali Rai e Mediaset confermano la tendenza riscontrata negli ultimi anni di un calo costante delle notizie sulle crisi umanitarie, che sono passate dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all’8% nel 2007 fino al 6% (4901 notizie su un totale di 81360) nel 2008.

A MENO CHE NON CI SIANO ITALIANI - Infine, anche per il 2008 viene confermata la tendenza, da parte dei nostri media, di parlare di contesti di crisi soprattutto laddove riconducibili a eventi e / o personaggi italiani o comunque occidentali. Emblematici in questo senso sono la crisi in Somalia, a cui i Tg hanno dedicato 93 notizie (su 178 totali) che coinvolgevano uno o più nostri connazionali; la malnutrizione infantile, di cui si parla principalmente in occasione di vertici della FAO o del G8; il Sudan, cui si fa riferimento principalmente per iniziative di sensibilizzazione che vedono coinvolti testimonial famosi e per notizie circa l’inchiesta da parte della Corte Penale Internazionale per il presidente del Sudan.

LA CAMPAGNA DI MSF - Di fronte a questo stato di cose l'associazione di Medici senza frontiere, con il patrocinio della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), ha deciso di lanciare nei prossimi mesi la campagna "Adotta una Crisi Dimenticata” rivolta ai media italiani, alle università e alle scuole di giornalismo. Corriere.it ha dato la sua adesione.

da Corriere della sera 6-03-2009

Angry Laugh
IL RELIGIOSO: «LA LEGGE DI DIO È SUPERIORE A QUALUNQUE LEGGE UMANA»
Brasile, bambina stuprata abortisce
Vescovo scomunica i medici: «Crimine»

La piccola di 9 anni violentata dal patrigno. Il Vaticano: «Bene Sobrinho, fatta scelta di morte: hanno peccato»


RECIFE (Brasile) - Scomunica: sentenza inappellabile della Chiesa cattolica brasiliana contro i medici che hanno fatto abortire una bambina di nove anni, stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli. L’aborto, ha specificato José Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Olinda e Recife, è un crimine agli occhi della Chiesa e la legge degli uomini non può sovrastare quella di Dio. Il patrigno ha ammesso che abusava della bambina da quando aveva 6 anni; alla piccola, ricoverata presso un ospedale di Recife, sono stati somministrati farmaci abortivi. A giudizio dei sanitari portare a termine la gravidanza avrebbe comportati gravi rischi per la salute della bambina e per la legge brasiliana, l’aborto è consentito in caso di stupro o di rischi per la vita della madre. La bambina, fanno notare i medici, rientrava in ambedue le categorie.

«LEGGE UMANA NON HA VALORE» - Ma l’arcivescovo, esponente dell’ala più integralista della Chiesa brasiliana, è andato all'attacco. «La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana - ha proclamato -. Quindi se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore». Tutte le persone che hanno partecipato all'aborto, compresa la madre della bambina (ma non la piccola), sono state scomunicate. Una decisione condannata dal ministro della Salute José Gomes Temporao, che ha parlato di posizione «estremista e inopportuna»: «La questione è legale, la bambina è stata violentata. Il resto è opinione della Chiesa. Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo» ha detto a un programma radiofonico.
VATICANO: «GIUSTO» - Sobrinho trova invece appoggio nel Vaticano. «È un tema molto, molto delicato ma la Chiesa non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba» ha detto padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia -. L’annuncio della Chiesa è la difesa della vita e della famiglia, ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita. L’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia. La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la Chiesa non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l’aborto, questa uccisione. Sono protagonisti di una scelta di morte». Intanto il patrigno è indagato per stupro.
UN ALTRO EPISODIO - Un’altra vicenda molto simile ha sollevato molte polemiche. A Irai, 480 chilometri da Porto Alegre, una bambina di 11 anni è al settimo mese di gravidanza, anche lei stuprata da un parente stretto con cui è cresciuta dopo l’abbandono della madre. Anche in questo caso la gravidanza è a rischio data l’età immatura. Sia la polizia che le autorità locali affermano che nessuno ha mai chiesto che fosse praticato un aborto: «Inerzia e disinformazione» deplora il quotidiano O Globo. La storia era nota e le autorità avrebbero dovuto agire d’ufficio, come prevede la legge.

da Corriere della sera 25-2-2009

Angry Laugh Gasp
I genitori contro la presentatrice che ha un braccio solo

Lettere di protesta dopo che la Bbc ha affidato un programma per i bimbi a Cerrie Burnell

LONDRA - Si chiama Cerrie Burnell, ha 29 anni e, con in tasca il diploma di una celebre scuola per aspiranti attori, ha tutte le credenziali in ordine per sfondare nel mondo televisione. In più è carina e simpatica. Perché allora non assumerla come punto di partenza per presentare un seguitissimo programma per bambini? Il ragionamento della Bbc, che ha preso Burnell per il canale CBeebies, indirizzato ai piccoli sotto i sei anni, non fa una piega, ma il problema, per alcuni, c'è: Cerrie è nata con un braccio solo. Un handicap che a lei non fa alcun effetto - tanto che ha scelto sin da piccola di non utilizzare una protesi (''nel mio caso sarebbe stata completamente inutile, non mi aiutava per niente'') - ma che ha provocato l'indignazione di diversi genitori.
MESSAGGI - «Mia figlia ha solo due anni eppure ha notato subito che alla presentatrice mancava un braccio, è preoccupatissima, mi chiede di continuo se le fa male»', ha scritto una madre al sito della Bbc. «Mio figlio adesso ha gli incubi», scrive un altro genitore, mentre c'è chi lamenta di essere stato costretto a trattare temi, come l'handicap, non adeguati all'età della prole. IL CANALE - Naturalmente Cerrie, lei stessa madre di una bambina di quattro mesi, è rimasta malissimo e ha sottolineato che se questa è la reazione vuol dire che sul piccolo schermo c'è bisogno di gente come lei, che l'handicap non può essere un tabù e che non è mai troppo presto per insegnare ai figli ad accettare chi è diverso. Michael Carrington, a capo del canale CBeebies, si è schierato fermamente dalla parte della sua presentatrice sottolineando che '«Cerrie ha una personalità calda e affabile e che con il tempo tutte le mamme, i papà e i bambini le si affezioneranno».

da Corriere della sera 17-12-2008

Laugh Angry
Carlo Flamigni, comitato per la bioetica (considerazione sull’intervento del ministro della Salute in relazione al caso Eluana Engalaro)

“Credo che il Ministro non abbia nessun diritto di fare le leggi a seconda di quelli che ritiene siano i principi giusti e quelli sbagliati. Ho anche la sensazione che questa sia l'ennesima captatio benevolentiae dei partiti al governo nei confronti del potere cattolico che in questo momento sta esercitando tutte le pressioni possibili sui temi che sono, come lei sa, particolarmente cari a gran parte della popolazione soprattutto a tutti quelli che credono nella laicità di questo paese. Mi sembra anche una ennesima cattiveria nei confronti di un uomo che si comporta con grande dignità e non capisco proprio come possa continuare a sopportare tanta malevolenza da parte di chi può esercitare un potere e lo esercita a tutti i costi.”